7 donne che hanno cambiato il pianeta

7 DONNE CHE HANNO CAMBIATO IL PIANETA

 In occasione della Giornata Internazionale della Donna, vorremmo farti conoscere le storie di 7 donne, scienziate, biologhe, esploratrici tra cui anche giovani ragazze che nella loro vita si sono impegnate a rendere il nostro pianeta un luogo migliore:

Enass Abo-Hamed

Esperta di energie green, ha origini palestinesi, ha studiato chimica a Cambridge e all’Imperial College di Londra.

A 28 anni, durante il dottorato, con un gruppo di amici ha fondato H2GO Power, start-up per la produzione di energie rinnovabili. Con la sua azienda ha inventato un nano materiale che permette di imprigionare idrogeno allo stato solido a temperatura ambiente e di rilasciarlo al bisogno, alzando la temperatura, come un interruttore, ha poi sviluppato il sistema che lo incorpora e ne permette l’uso, l’Off-Grid Plug & Play Power.

Un’alternativa alle batterie al litio, green, leggera, facile da usare come deposito di energia pensata anche ai luoghi più poveri del pianeta che non possono permettersi elettricità. 

È stata inserita tra gli innovatori under 35 dalla Mit Technology Reviewe selezionata dalla Cartier women’s iniative, tra le imprenditrici visionarie.

Felicity Aston

Esploratrice polare, quarantenne londinese è tra le più importanti esploratrici polari al mondo.

A soli 23 anni ha guidato la prima squadra femminile attraverso la Groenlandia per monitorarne i cambiamenti causati dal clima:

“​​1.100 chilometri in 31 giorni sugli sci, abbiamo capito perché la gente non lo faceva” dice, “Abbiamo sbagliato le razioni di cibo, abbiamo sbagliato le nostre calzature, abbiamo fatto tanti errori, ma imparato moltissimo. Ci ha fatto bene.”

Racconta delle differenze tra l’Artico e l’Antartide e condivide il terrore che ha ogni volta che lascia questi luoghi, paura di non poterli più rivedere o di trovarli diversi da come li ha lasciati. 

Ancora oggi si dedica agli studi di questi luoghi, proprio da dove sono arrivati anni fa i primi segnali sul cambiamento climatico, condividendo ogni giorno le sue ricerche, contribuisce alla divulgazione di giusti atteggiamenti da avere nella propria vita per limitare l'impatto personale sull'ambiente.

Wangari Muta Maathai

Fu la prima donna dell'Africa centrale a laurearsi in biologia, all’Università di Pittsburgh.

Nel 1977 fonda il Green Belt Movement(GBM), un’organizzazione che negli anni ’90 intraprese una forte campagna di sensibilizzazione delle comunità e in particolare delle donne, verso i problemi della natura e del disboscamento. A partire dalla sua fondazione, l’organizzazione ha piantato e favorito la crescita di oltre 45 milioni di alberi.

Rachel Carson

Nata nel 1907 è stata una biologa e zoologa statunitense che ha cambiato le visioni del mondo nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente.

Appassionata di natura e scrittura, nel ‘64 pubblica "Silent Spring", considerato il manifesto del movimento ambientalista moderno, dove descrive secondo le sue ricerche i danni legati all’uso di pesticidi sull’ambiente, sugli animali e sugli umani. La sua opera non descrive solo i danni ambientali dovuti all’uso dei pesticidi, ma anche e soprattutto al rapporto che l’uomo ha con la natura. In Silent Spring la Carson ha posto delle dure domande, ossia se gli uomini abbiano il diritto di controllare e dominare la natura, il potere di decidere chi debba vivere e chi debba morire e se è lecito distruggere la vita degli altri esseri viventi che popolano la terra.

Con questo libro l’autrice lancia l’allarme sul fatto che l’ecosistema terrestre avrebbe presto raggiunto i suoi limiti di sostenibilità se non si fossero presi tempestivamente seri provvedimenti volti a contrastare l’uso indiscriminato di sostanze fortemente nocive.

Il suo libro riuscì a far maturare la consapevolezza a molte persone che diedero vita al movimento ambientalista. 

10 anni dopo nel 1972 venne bandito il DDT negli Stati Uniti.

Susan Solomon

É una chimica atmosferica che ha dedicato sin da giovane i propri studi e le proprie ricerche all’atmosfera. 

I suoi studi contribuirono alla chiusura del buco dell’ozono che venne monitorato per anni. 

Guidò spedizioni in Antartide per rilevare la quantità di ossido di cloro presente nell’atmosfera 100 volte superiore rispetto al previsto. Il suo lavoro ha costituito le basi del Protocollo di Montreal, un accordo internazionale per proteggere lo strato di ozono regolando i prodotti chimici dannosi, grazie al quale si stanno riscontrando risultati positivi.

Melati e Isabel Wijsen

Avevano 10 e 12 anni quando hanno iniziato a chiedersi cosa potessero fare per aiutare il pianeta, guardandosi intorno, videro il loro paesaggio, Bali, invaso da sacchetti di plastica, fu proprio quella la loro missione che tutt’oggi portano avanti: ripulire Bali dalla plastica. 

Nel 2013 le due ragazze hanno lanciato l’iniziativa “Bye bye plastic bags” con l’obiettivo di eliminare l’uso dei sacchetti di plastica dall’isola attraverso una campagna di sensibilizzazione che ad oggi ha coinvolto più di 16 mila studenti in 12 Paesi. Nel 2017 hanno lanciato l’iniziativa “One island one voice” che ha permesso la raccolta di oltre 135 tonnellate di plastica in 325 località di Bali.

 

Ognuna di queste donne ha scelto di aiutare il pianeta iniziando da piccoli gesti quotidiani, se anche tu vuoi contribuire alla difesa dell'ambiente ti consigliamo di seguirci sui nostri social per avere consigli e informazioni utili per uno stile di vita più sostenibile. 

 

 

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